I Social Network non servono a socializzare

Ieri parlavo con un'amica, dopo che avevo tolto una Nota lunga, seria e molto personale da FB, e per l'ennesima volta era stata fraintesa o del tutto ignorata. E lei, ragionando sul funzionamento dei Social ha detto qualcosa che mi ha illuminato:

" I Social (FB più di tutti) hanno portato LAGGGENTE su Internet.
LAGGENTE che noi (bullizzati, nerd, diversi ed esclusi di ogni tipo) proprio rifugiandoci su Internet, tendevamo ad evitare, costruendo interazioni e rapporti profondi on-line con chi era come noi, ed era sul web per lo stesso motivo. "

Ecco, per chi come me, è cresciuta on-line, passando dal modem 56k che gracchiava e occupava la linea telefonica (con sommo scoraggiamento di chi pagava le bollette), per poi passare all'ADSL, che scriveva sui forum tematici di anime e manga, per poi passare ai 'Toc Toc' sulla chat di MSN, e a tenere un blog su Splinder.... l'avvento dei Social Network è stata la disfatta.

In un mondo che mi faceva sentire strana, diversa ed esclusa (ben prima che la mia malattia si palesasse fornendo, quantomeno, una sintomatologia visibile ad un pregiudizio soggettivo da parte de LAGGGENTE) solo perché amavo anime e manga più di Beverly Hills 90210,  ero più interessata all'Egittologia che ai Backstreet Boys, e mi esprimevo scrivendo fanfiction invece di inviare i primi SMS (il primo cellulare l'ho avuto a 14 anni, ma solo a più di 15 ho imparato ad inviare 'messaggini') o inserire biglietti nella Smemoranda dei miei compagni.. il web mi offrì un rifugio.

No, non un rifugio, semplicemente un posto anche per me.

 Perché in realtà non mi sono mai 'nascosta' on-line, anzi ho sempre fatto l'esatto opposto: mostrando chi sono davvero.

In siti e forum specifici conoscevo persone con i miei stessi interessi, per poi passare a chattare con loro su MSN, quindi a scambiarsi i numeri di telefono, e dopo un annetto di conoscenza virtuale si passava al 'reale' (magari trovandosi ad una delle prime Comiconvention italiane, riconoscendosi perchè si aveva in mano il primo numero del fumetto concordato... All'epoca, infatti, ci si scambiavano le foto, quindi ci si vedeva 'in faccia', solo dopo essersi conosciuti dal vivo... perché non vorrai mica mandare una tua foto ad un pedofilo ultracinquantenne che sul forum si spaccia per una ragazzina 15enne con il nick Pollyanna-forever, vero?).

C'era tutto un galateo non scritto in quei primi anni on-line, non si chiedevano foto, si chiedeva solo la città di residenza, mai l'indirizzo (e se da Bolzano ti rispondevano da Palermo, ti esaltava l'idea di avere un nuovo amico tanto distante, invece di troncare subito perchè 'non posso rimorchiarlo e andare a farci la movida se sta così lontano' come si pensa subito ora).Si parlava/scriveva di tutto, anche delle cose più serie (quelle che LAGGGENTE non avrebbe mai capito ne avresti mai provato a dire loro) sapendo che saresti stato ascoltato e che la risposta/commento quando ci sarebbe stata, sarebbe stata ponderata e pertinente.

Eravamo migliori all'epoca?
No, eravamo solo di meno e più compartimentati.

Ognuno aveva il suo spazio, delimitato da gusti ed interessi, così se volevi scambiarti ricette di cucina non finivi nel bel mezzo di un forum di Epic Metal per sbaglio.

E come i forum e le chat, anche i blog (legati da una rete di link e rimandi tutta loro) erano ben riconoscibili e divisi per argomento.
Chi ti seguiva lo faceva perché condivideva i tuoi interessi o, comunque, era interessato a ciò che scrivevi... che esprimevi, non alla tua faccia nella foto profilo (che all'epoca neanche c'era e, se c'era, era l'avatar del personaggio di un cartone animato, o al massimo la margherita di Guru!).

Poi sono arrivati i Social...

Nella mia ingenuità di ragazzina cresciuta con il web, con amici virtuali trasformatisi in reali, con un vita solitaria da emarginata, diventata un caleidoscopio di colori e persone grazie ad un computer, mi sono illusa di poter 'socializzare' molto di più e meglio di prima.

Sbagliavo. Completamente.

Il Social è un minestrone dove LAGGGENTE ti chiede 'Come va?', ma se rispondi diversamente da 'Tutto bene'  non li sentirai mai più.
Dove LAGGGENTE  condivide meme, ciarla di scie kimike, 5G e gomblotti, dove ti chiede l'Amicizia in base a quanto sei figo/a nella foto profilo (ma non si presenterà, non ti commenterà, nè chatterà mai con te) collezionandoti nell'album di figurine 'amici social'.
Se poi, come me, sarai così folle ed intraprendente da scrivere ogni tanto qualcosa di più serio di 'Sole, Pizza e Gattini', riceverai come commento il silenzio... quando va bene. Ma se ti va male...
 risposte a caz...so o, peggio, vere e proprio shit storm , perché hai commesso il fatale errore di condividere qualcosa che esula dai gusti de LAGGGENTE.

Che, orrore tre gli orrori, la costringe a pensare, LAGGGENTE!

Umberto Eco ha detto:'I Social danno diritto di parola a legioni di imbecilli.'

E nel chiacchiericcio affoga la voglia di conoscersi, discutere e confrontarsi.

La mia generazione, quella  degli 'esclusi e diversi' che sul web degli anni '90 aveva trovato il suo spazio lontano da LAGGGENTE, ora LAGGGENTE se la ritrova in casa.

 E rischiamo costantemente lo sfratto se non ci adeguiamo ai nostri 'occupanti'.

Quindi mi sono fatta un promemoria di 'sopravvivenza social': mai scrivere la verità, mai mostrare emozioni profonde, solo un bell'inganno a suon di sorrisi e superficialità.

L'onestà, il confronto, le discussioni, perfino gli sfoghi... meglio lasciarle sui blog dove chi legge è perché ha scelto di farlo, senza capitarci per caso, e chi commenta lo fa con calma, prendendosi il tempo per ponderare e scrivere ciò che vuole.

I Social, dunque, non servono a socializzare, ma solo ad apparire.
Nient'altro.

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