Sostegno emotivo


Questa è la foto che meglio riassume la mia domenica al Festival del Fumetto il 2 febbraio.
Perché?
Beh, perché rappresenta a pieno il sostegno emotivo (oltre che fisico) ricevuto da persone favolose, che mi onoro di poter chiamare amici, e senza cui semplicemente non ci sarei stata!

Tutto è nato a metà gennaio quando Manuel (il ragazzo che vedete in foto) alias il Prof X, incrociandomi ad un altro evento, mi chiese di far parte del suo gruppo X-Men.

Io, che ho davvero una mutazione del DNA dovuta all'atassia di Friedreich, malattia genetica rara e degenerativa da cui sono affetta, e il cui essere stata bollata come 'La Strana' e allontanata ed esclusa in quanto diversa, è capitato molto prima che i sintomi dell'AF fossero evidenti, adoro quei personaggi.

Infatti ne ho cosplayati già alcuni come:


Yukio dal film Wolverine - L'Immortale



e Charlene Xavier, versione genderbend del Prof. X (tanto la carrozzina ce l'avevo già!).

Quindi come potevo dire di no?

Per me il cosplay vuol dire stare insieme a divertirsi con amici.
E' il mio hobby da ormai da 16 anni e ho cominciato a farlo proprio per uscire dall'isolamento in cui l'AF mi aveva relegato.
Per interagire con il pubblico che mi chiede una foto, condividere il mio tempo con amici e conoscere persone nuove.

Solitudine e Cosplay per me non stanno insieme!
E domenica 2 febbraio ho avuto conferma che è ancora così!

Qualche giorno prima l'amico fotografo con cui mi sarei mossa da Parma, mi disse che era stato chiamato per un lavoro il sabato sera, avrebbe finito tardissimo e, nonostante questo, si era offerto di accompagnarmi in fiera comunque, anche solo per poche ore al pomeriggio.

No, davvero!
Anche se avevo il costume pronto ed ero già d'accordo con l'amica che sarebbe venuta apposta per farmi da MUA, non intendevo fare la bimba viziata e far rischiare a qualcuno che non aveva riposato a sufficienza di accompagnarmi, solo perché volevo divertimi.

Mi piangeva il cuore (e le miei amiche che hanno sentito il mio messaggio vocale disperato possono confermarlo), ma razionalità e buon senso per me sono un mantra, quindi ho avvisato che non sarei potuta esserci, scusandomi con tutti.

Lo vedete nel collage Hagrid?

Ve lo mostro meglio.

Ecco, lui, il cui nome è Gerardo, era in fiera a lavorare già il sabato dalle 10:00 alle 20:00 e la domenica sarebbe stato lo stesso, ma letto il mio annuncio mi ha mandato un messaggio che diceva testualmente;
 "Sai che sono pazzo, per cui domenica vengo a prenderti io, basta che ti adatti ai miei orari da standista", il che tradotto significava partire alle 8:00 di mattina e rientrare alle 22:00!"

Troppe 14 ore, per lasciare i miei tre Jack Russell soli a casa, se nonna Betty fosse venuta ad accompagnarmi (oltre alla scomodità di non aver alcun posto dove farla sedere e riposare in tutte le ore che sarebbe stata lì con me)...
Per amor mio l'avrebbe fatto, ha fatto molto di più e di peggio in tutti questi anni che mi ha accompagnato nelle mie follie cosplay, ma se lei tiene a vedermi felice, io anche e mi preoccupo altresì della sua salute e del suo benessere.

Avrei declinato l'offerta di Gerardo se Anna (bravissima illustratrice e mia collega nel collettivo Casa Ailus) che sarebbe venuta in fiera a farmi da MUA non mi avesse detto:
 "E che problema c'è? Arrivo quando apre la fiera ed invece di andarmene alle 15:00 sto con te fino alle 19:00/19:30 fino a quando hai bisogno, così ti aiuto a cambiarti, andare in bagno ecc. Ci passiamo una giornata insieme e ci divertiamo. Se Gerardo ti porta in fiera, quando sei lì a te ci penso io!"

Probabilmente non riuscirò mai a far comprendere ad altri quanto mi strabili ancora (e temo sarà sempre così) avere persone simili attorno, persone che desiderano sinceramente aiutarmi, a cui piace passare del tempo con me, e che desiderano vedermi felice.

Per 30 anni ho avuto a che fare con chi mi ha sempre fatto sentire sgradevole, di peso, che dovessi essere grata per ogni briciola di tempo od attenzione che mi concedessero, perché li sfruttavo.

Ecco, io penso ancora così a me, e mi attento a chiedere 'aiuto' solo per problemi personali gravi o impegni lavorativi, ma il divertimento?

Il divertimento non è importante.
Anche se ci resto male a rinunciarci, è solo perché sono egoista, viziata anche, questo penso di me stessa.
Non ho il diritto di lamentarmi di cose futili come un divertimento mancato, dato che da disabile ho già molte più possibilità di chi è nelle mie stesse condizioni, giusto?

SBAGLIATO!

Amicizia, amore, divertimento, libertà... ne abbiamo diritto tutti, ed è giusto viverli appieno.
Goderne quando ci sono, soffrirne quando ne veniamo privati fa parte del gioco!


Grazie a Gerardo che mi ha scarrozzato, ad Anna che mi ha accudito, a Manuel, Florio, Valentina, Gianluca che mi hanno spinto, fatto compagnia come compagni cosplayer, e a tutti gli amici che hanno voluto dividere con me uno scatto o solo due chiacchiere, domenica 2 febbraio è stata una delle fiere più belle di sempre.


La vostra Emma Frost 'in carrozza' vi ama!


P.S.: La foto dove sono in piedi Manuel ha voluto farla ed è l'emblema del 'supporto emotivo' datomi, mi ha letteralmente voluto 'tirare su' chiedendomi di fidarmi di lui e averlo fatto, essermi affidata a lui prima e a tutti gli altri mi ha... Liberato!
La carrozzina, la disabilità... nulla è davvero un limite e un blocco, se hai altri pronti ad aiutarti a superarlo!


P.p.s.: Concludo con un certo video che potrei intitolare come 'Emma bagnata... di birra, Emma fortunata!'
Tutta colpa di Manuel, ovviamente! =PPP





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