Disabili al cinema : Mission Impossibile


Quando il 26 dicembre ho sfogato la mia indignazione per l'ingiustizia subita attraverso un video pubblicato su FB (lo vedete sopra), non credevo di aver fatto chissà cosa, né che mi sarebbe stato dato tanto risalto mediatico.

Vivo nell'utopica convinzione che chiunque di noi, se subisce un'ingiustizia o una discriminazione, si faccia sentire, facendolo presente, con le dovute maniere, attraverso tutti i canali che questo mondo social ci mette a disposizione.

Peccato abbia dovuto ricredermi.

Via via che parlavo e veniva pubblicata la mia vicenda (prima on-line sul sito FanPage.it in un articolo a firma di Iacopo Melio: https://www.fanpage.it/attualita/i-disabili-al-cinema-non-possono-andarci-lo-sfogo-di-alessia-dopo-il-suo-viaggio-a-vuoto/ , e poi con ben tre articoli pubblicati su Gazzetta di Parma a firma di Claudia Olimpia Rossi)





mi sono resa conto, dalla quantità di persone che mi contattavano per darmi il loro supporto, che era ritenuta una gran cosa la 'forza della mia voce'.

Non sono famosa, non ho alcuna rilevanza o peso particolare, allora perché ciò che ho fatto è sembrato così straordinario?

Perché sono disabile, ovvio.


Viviamo in una società in cui le disparità sono all'ordine del giorno, in cui essere seduti in carrozzina, invece di suggerire attenzioni maggiori, ci fa considerare cittadini di serie B e, quello che è peggio, è che noi stessi, noi disabili, ci consideriamo così.

Siamo talmente abituati alle barriere, alle discriminazioni, alle prevaricazioni, all'ignoranza e al menefreghismo che subiamo ogni giorno, da esserci entrato in testa come un mantra:
"Devo sopportare perché sono disabile. Nessuno mi ascolta. Niente cambia."

Rassegnazione.

I disabili si rassegnano allo status quo in cui sono relegati per la loro condizione.
E chi, come me, rompe gli schemi facendo presente un disagio che centinaia, migliaia di altri, hanno subito in silenzio, sembra eccezionale.

Ciò che deve cambiare davvero è la testa delle persone!

Che si muovano a piedi, su ruote o trascinandosi sui gomiti che differenza fa?

Tutti possiamo farci ascoltare, magari non cambierà nulla, ma come si può saperlo arrendendosi ancor prima di provarci?


Sarò utopica, bizzarra, credulona... quello che vi pare, ma una cosa è certa: zitta non so stare!

E dato che scrivere è il mio lavoro, mi farò 'sentire' nero su bianco ogni qual volta lo riterrò opportuno.

Mi lascerete da sola a farlo?



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