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Abile ad essere disabile

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Vedo e seguo tante ragazze disabili favolose: c’è la sportiva, la viaggiatrice, la mamma influencer di positività, la ricercatrice… e questo solo in Italia. Allargandosi oltre confine si arriva a modelle, stiliste e altro. Sono seguite da centinaia, migliaia di follower, hanno siti, social network, scrivono libri sulla loro vita, insomma si ‘fanno vedere’ e valgono. Molto. Poi ci sono io.
Una pippa.
Così abile ad essere disabile da essere semplicemente mediocre. Io che ho visto e fatto cose che voi umani… ah, no, che io stessa, quando ancora ero normodotata (o meglio, mi illudevo di esserlo perché non mi avevano ancora diagnosticato l’AF), non avrei mai nemmeno immaginato di poter fare.
Solo per dirne qualcuna?
Ho scritto una decina di libri  dal fantasy alla fantascienza (senza contare la collana illustrata sulle mitologie, altrimenti sfiorerei la ventina!), ho creato e interpretato più di 80 diversi cosplay (vincendo 18 volte in praticamente ogni categoria, negli anni in cui ancora partec…

Sostegno emotivo

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Questa è la foto che meglio riassume la mia domenica al Festival del Fumetto il 2 febbraio.
Perché? Beh, perché rappresenta a pieno il sostegno emotivo (oltre che fisico) ricevuto da persone favolose, che mi onoro di poter chiamare amici, e senza cui semplicemente non ci sarei stata!
Tutto è nato a metà gennaio quando Manuel (il ragazzo che vedete in foto) alias il Prof X, incrociandomi ad un altro evento, mi chiese di far parte del suo gruppo X-Men.
Io, che ho davvero una mutazione del DNA dovuta all'atassia di Friedreich, malattia genetica rara e degenerativa da cui sono affetta, e il cui essere stata bollata come 'La Strana' e allontanata ed esclusa in quanto diversa, è capitato molto prima che i sintomi dell'AF fossero evidenti, adoro quei personaggi.

Infatti ne ho cosplayati già alcuni come:


Yukio dal film Wolverine - L'Immortale



e Charlene Xavier, versione genderbend del Prof. X (tanto la carrozzina ce l'avevo già!).

Quindi come potevo dire di no?

Per me…

Scrivere... sognando di farne un lavoro

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"...a prescindere dal correre in modo atletico o camminare un po’ sgangherato, perché nessuno vuole essere mantenuto (e male) racimolando le briciole. Non abbiamo bisogno di pietistiche ghettizzazioni. Servono invece comprensione ed empatia per capire che, cambiando prospettiva, è possibile tirare fuori il meglio da ognuno..."


Questo è un estratto del post che ho letto ieri su Fanpage.it a firma di Iacopo Melio(link dell'articolo QUI) che mi ha fatto riflettere, essendomici ritrovata.
Due anni dopo avrei potuto ritornarci, diplomarmi, frequentare l'università, ma ho evitato.
Quando a 18 anni mi è stata diagnostica l'AF e sono stata classificata 'disabile al 100% con obbligo di accompagnamento permanente, perché impossibilitata a svolere le normali attività della vita', ho abbandonato la scuola essendo caduta in depressione.
Perché? Da disabile potevo anche diventare, su carta, con laurea ecc. ciò che volevo, ma farne il mio lavoro..impossibile! Perché volev…

Disabili al cinema : Mission Impossibile

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Quando il 26 dicembre ho sfogato la mia indignazione per l'ingiustizia subita attraverso un video pubblicato su FB (lo vedete sopra), non credevo di aver fatto chissà cosa, né che mi sarebbe stato dato tanto risalto mediatico.
Vivo nell'utopica convinzione che chiunque di noi, se subisce un'ingiustizia o una discriminazione, si faccia sentire, facendolo presente, con le dovute maniere, attraverso tutti i canali che questo mondo social ci mette a disposizione.

Peccato abbia dovuto ricredermi.

Via via che parlavo e veniva pubblicata la mia vicenda (prima on-line sul sito FanPage.it in un articolo a firma di Iacopo Melio: https://www.fanpage.it/attualita/i-disabili-al-cinema-non-possono-andarci-lo-sfogo-di-alessia-dopo-il-suo-viaggio-a-vuoto/ , e poi con ben tre articoli pubblicati su Gazzetta di Parma a firma di Claudia Olimpia Rossi)




mi sono resa conto, dalla quantità di persone che mi contattavano per darmi il loro supporto, che era ritenuta una gran cosa la 'forza della …