La Biblioteca Senza Senso


Proprio oggi ho letto il post di un'autrice, collega e amica, che dopo anni in cui ha tenuto un blog con un'ampia sessione letteraria dove pubblicava, a scadenze periodiche, le sue recensioni, ha deciso di chiuderlo.
Chiudere la parte letteraria, almeno.
Perché?
Perché, in quanto autrice lei stessa, il suo giudizio negativo rispetto ad una pubblicazione danneggiava il suo 'sogno', ovvero la possibilità di essere pubblicata, magari dallo stesso editore di cui aveva recensito un altro autore, con esiti sgraditi.

La cosa mi ha fatto riflettere, e mi sono resa conto di essere in disaccordo con lei per almeno tre ragioni:

1) se scrivere è il tuo/suo/nostro sogno (badate bene 'scrivere' non 'pubblicare', o meglio 'essere pubblicati': sta qui tutta la differenza!) il giudizio di un'editore, che come singola persona può essere lungimirante o meno, non può e NON DEVE scoraggiarti!
Ricordiamoci che anche J.K. Rowling è stata rifiutata diverse volte prima di essere pubblicata, e sono certa che se nessuno le avesse dato retta e all'epoca fosse stato semplice come ora, avrebbe cominciato come selfpublisher degli ebook di Harry Potter!

2) l'autocensura, l'evitare di dire o scrivere qualcosa temendo l'opinione altrui, è comunque censura
Se poi si è spinti a farla per motivi di interesse personale come 'non bruciarsi le possibilità di pubblicazione'...
Praticamente è piegarsi al sistema, no?
E uno scrittore, come ogni altro artista, dovrebbe essere libero di esprimersi sempre, senza adeguare ciò che crea, o peggio, se stesso e le proprie scelte, agli interessi della società.


3) un/a scrittore/trice non dovrebbe fare la critica dei libri altrui.
A me rimanda subito al panchinaro della squadra di calcio di serie B che da le pagelle ai giocatori di serie A.
Si possono giudicare molte cose, ma quelle relative al campo in cui siamo impegnati personalmente...
Un detto dice 'Che sei bravo devono dirtelo gli altri, non tu' e io potrei aggiungere 'Commentare negativamente i nostri colleghi non ci fa migliorare'.
E nemmeno ci fa fare una bella figura.



In un mondo già infarcito di negatività, in cui tutti sono bravi a parlare, a denigrare e a criticare il prossimo a proprio vantaggio, ma dove ben pochi fanno davvero qualcosa, non sarebbe meglio, almeno tra noi colleghi autori/scrittori/artisti, parlare dei nostri colleghi in termini positivi?

Segnalare sempre e solo il bello, quello che davvero vale la pena sia condiviso e conosciuto?

Insomma silenziare il nostro ego e la nostra indole da 'portinaia', in favore di una pubblicità disinteressa che premi ciò che ci è piaciuto, invece di farci additare quello che non ci va.

Forse è utopia.
Ma è un'utopia in cui credo e a cui voglio attenermi.



Ho deciso di ribattezzare il mio esperimento utopico  'La Biblioteca Senza Senso', infatti è con questo tag che segnalerò, senza soluzione di continuità (quindi scordatevi selezioni in base al genere, date di uscita o altro), i libri che ho letto personalmente, apprezzandoli.
Recensirò ciò che mi ha colpito particolarmente (esclusivamente in positivo), in modo fieramente soggettivo.

Perché, si sa, i libri sono un po' come le pietanze: non a tutti piacciono le stesse cose, e ciò che io posso adorare magari qualcuno di voi lo detesta.
Un po' come la pizza all'ananas che fa rabbrividire noi italiani, ma tanto adorano all'estero.



Chi ha ragione?

Tutti e nessuno. I gusti sono gusti, non si discute.

Attenendomi a questo mi limiterò a condividere con voi quello che mi è piaciuto, spiegandovene i motivi, senza pretendere di convincervi di alcunché.
Sarà una semplice condivisione di opinioni.

Se quel che scrivo vi interesserà, sbirciando tra i gusti da lettrice di una qualunque autrice quale sono, seguitemi, commentate e sarò lieta di rispondervi.





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